Dai racconti dei suoi figli: Pia, Rita, Luigi, Antonio

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Lo chiamavamo “il burbero benefico”. Ci ricordava tanto una canzoncina dello Zecchino d’Oro che lui ci faceva spesso ascoltare con il suo grammofono. Faceva parte di una collana di canti per bambini. Papà aveva tantissimi LP 33 e 45 giri! Tra gli scaffali vincevano però alla grande, per numero, i dischi di musica classica e di musica lirica che lui si beava di ascoltare con tanto di libretti, per seguire le parole delle opere: la Traviata, l’Aida, Turandot, Madame Batterfly, la Tosca... Siamo cresciuti con le loro note, gli spartiti, i mezzi busti dei grossi musicisti, i concerti, e con tanta, tanta cultura. Era un uomo erudito. Sempre con la voglia di approfondire notizie storiche, astronomiche, culturali in genere.
Da bambini eravamo convinti che papà era onnisciente, convinzione che non veniva mai smentita: ad ogni nostra domanda, lui infatti rispondeva prontamente, con precisione storica e tanto coinvolgimento emotivo. Si, si commuoveva soprattutto quando raccontava la storia. La sua frase preferita era “Oh, quant’è bella la storia”.

Troppo spesso lo vedevamo con i suoi occhiali, a leggere, studiare, scrivere. Aveva una calligrafia meravigliosa! Le lezioni di grafia gliele aveva impartite suo padre quando era suo maestro alle elementari! Gli piaceva scrivere. Il suo stile era supremo! Puntuale con le date. Attento con le fonti storiche, preciso in tutto!

A casa aveva trovato un angolo per la sua videoteca, un tesoro inesauribile di eventi, fatti, notizie, film, arricchita negli ultimi anni della sua vita, anche da cartoni animati per accontentare anche i suoi nipotini. Ogni videocassetta è numerata per argomenti e registrata in un quadernone che lui aveva trasformato in un vero e proprio inventario chiaro, lineare, ordinatissimo, sicché ogni film o documentario lo si può individuare in maniera immediata.
Aveva anche acquistato una videocamera e si dilettava a fare riprese durante le feste familiari, le processioni o varie manifestazioni.

E le scampagnate? Quante ne abbiamo fatte! A papà piaceva molto la montagna e mentre zio Angelo preparava l’arrosto, lui, convinto di aver fatto il suo dovere svegliandosi all’alba per preparare i deliziosi panini con la frittata con la cipolla, si muniva di un bastone e andava a perlustrare il territorio ed a fare trekking. Spesso lo seguivamo e durante la passeggiata ci spiegava la conformazione geologica delle rocce e il nome delle piante. Al ritorno, stanchi dalla camminata e affamati, ci tuffavamo in ogni ben di Dio! A fine pranzo, le note del suo mandolino attiravano la curiosità dei presenti e non mancava mai un chitarrista che provava ad accompagnarlo!

Amava la montagna ma per accontentare noi e mamma, ogni anno non ci faceva mai mancare le vacanze a Vasto e gli piaceva molto portarci a passeggiare in riva al mare all'alba. Che dire poi del presepe? Un vero artista!! Non ricordiamo un anno che non l'abbia fatto, da quelli che occupavano quasi metà salotto con tanto di fontanelle, musiche di sottofondo e frasi, a quelli piccoli con solo la capanna.... ma era sempre bellissimo.

"Papà!!! Sto qui non ti preoccupare.... fra poco ritorno....!!!" Era questa la risposta che davamo quando puntualmente si preoccupava nel momento in cui facevamo tardi la sera. Potevamo stare dove volevamo ma aveva bisogno di sentire la nostra voce.

Ma il valore più prezioso che abbiamo ereditato è la Fede. Ci ha insegnato a volerci bene e stare sempre uniti, per queso ora possiamo dire: "Papà, noi ti amiamo".

nino iammarino biografia 05
da sinistra: Luigi, Rita Pia e Antonio