Il Duo Gigi e Nino

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Papà esco, mi vado a fare un giro”, appena varcata la soglia del portone si ritrova, dopo pochissimi passi, nella piazza del paese e da lì è deciso ad entrare in quella barberia dove giorni prima aveva sentito dall’esterno dei meravigliosi suoni di chitarra.

Lui, giovane ventenne, esce ma non va, come gli altri suoi coetanei, in una delle cantine del paese a bere o giocare a carte, non si trattiene in piazza per parlare o sparlare degli altri, ma quella sera vuole entrare in quella barberia e porta con sé il suo oggetto preferito: il mandolino.

Fin da piccolo il suo papà, il conosciutissimo insegnante Don Luigi Iammarino, fra le tante cose, gli ha insegnato anche le basi per suonare il mandolino e lui, nelle ore libere, passa tutto il tempo per esercitarsi ed impararlo a suonare bene.

Ma si sa, il mandolino è come un amante in cerca perenne del suo sposo preferito che in questo caso è la chitarra e Nino quella sera sa che il bravissimo chitarrista, Gigi Camposarcuno (Cocole), a tutti noto nel paese, sta suonando nella barberia della piazza proprio sotto casa sua ed è deciso a incontrarlo.

Arriva alla soglia della barberia, tentenna, torna indietro e pensa, ma chi sono io che a stento so mantenere il mandolino in mano, appena mi avrà sentito si farà un sorrisetto e dirà: “giovanotto ritorna con i tuoi amichetti che non ho tempo da perdere”, ma l’attrazione verso questo gigantesco musicista è tanta e lui ha fame di sapere. E così entra, Gigi sta suonando proprio un pezzo che lui conosce ma appena vede Nino con il mandolino in mano, smette e gli fa: “Tu sei il figlio di Don Luigi, sei venuto a farti la barba?”, “Salve Gigi” e con una voce timorosa Nino prosegue: “no, veramente vorrei provare a suonare con te, se non disturbo, 'Speranze Perdute', il pezzo che stavi suonando”. Gigi lo fa subito accomodare al suo fianco, dispone davanti la partitura per mandolino e chitarra e dice: “al mio tre partiamo…. un, due, tre…” Gigi inizia a suonare, Nino inizia a intonare il tema, Gigi lo segue, arrivano alla fine del pezzo e il Maestro sentenzia: “Sei bravo però perché hai saltato l’introduzione?”, Nino meravigliato risponde: “perché? C’è anche un’introduzione?

Da quella risposta Gigi capisce tutto, lo porta immediatamente a casa sua e inizia a impartirgli lezioni di lettura musicale, da quel giorno entrambi cambieranno la propria vita!

Quasi tutti i giorni Nino va da Gigi, si studia, si suona, si ascoltano dischi, opere, si mangia e si beve anche. Dopo qualche anno l’allievo raggiunge il Maestro e sono pronti a volare insieme in perfetta sintonia. Ormai in paese tutti conoscono e apprezzano le loro note, si esibiscono nella collaudatissima filodrammatica guidata da Nicolino Camposarcuno dove suonano alcuni pezzi tra il primo e secondo atto, accompagnano tenori e soprani nei vari eventi del paese. Il loro repertorio diventa vastissmo, composto integralmente da musica classica e lirica.

“Gigi e Nino” - come scrive Mario Tanno nel suo libro ‘Di Corda in Corda’ - “diventano il punto di riferimento nel panorama musicale di Ripalimosani. Solo essi potevano dare giudizio tecnico ad una specifica richiesta musicale nelle feste del paese. – Nino, come ha suonato la banda di Squinzano? – Bene, ma i legni sono un po’ deboli… - Gigi, cosa ne dici di questa ‘Turandot’ della banda di Conversano? – Meravigliosi i bassi un capolavoro… E tutti a ripetere il loro giudizio espresso con imparzialità e competenza”.

Nino racconta che, dopo aver assimilati tutti i numerosissimi spartiti che avevano, con estrema pazienza e con l’aiuto di Gigi, fu costretto a trascrivere molta musica da pianoforte a chitarra e mandolino. Si andava dal “Barbiere di Siviglia” alla “Gazza Ladra”, dalla “Semiramide” alla “Norma”, e via di seguito.

Ma oltre la musica, il famoso Duo aveva in comune un’altra passione: quella di fare gite in montagna e, oltre a suonare, mangiare e bere sotto gli alberi. Molte erano le volte quando intorno a loro si formava subito un gruppetto di estranei attirati dalla loro meravigliosa musica.

Dopo brevi pause dovuta all’assenza di Nino poiché trascorre alcuni anni tra la Francia, l’Inghilterra e il Nord Italia per imparare il mestiere del segretario d'albergo, Nino viene assunto all’INADEL di Caltanissetta e successivamente ottiene il trasferimento a Campobasso, così finalmente verso la fine degli anni Sessanta il Duo si ricompone stabilmente e Mario Tanno li invita a suonare in occasione della sua Mascherata del 1978: altra data fatidica quando i due iniziano una nuova grande avventura. [Si rimanda alla sezione Circolo Musicale per ulteriori approfondimenti].

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Hanno scritto di loro:

Gigi e Nino, un'amicizia profonda al servizio della musica di Francesco Di Monaco (Il Gazzettino Agosto 1972)

Gigi e Nino, un duo di nostalgici di Antonio Nicotera (Il Gazzettino Febbraio 1974)

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Sul motivo di "Come Pioveva" la creazione di Mario Tanno dedicata al famoso Duo (7 Settembre 1981)

Mandolinello Bruno sul motivo di "Signorinella pallida" la risposta di Nino a Mario

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Il "Mandolinello bruno" restaurato

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Alcune loro foto e trascrizioni che Nino preparava per il Duo:

 

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